| Raid dei tre mari 2007 - Ettore Destri |
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Raid dei tre mari 2007 - Ettore Destri
Dal giornale di bordo di un ultraleggero: 1900 chilometri di libere “razzolate” rispettando il più possibile le regole. L’estate sta finendo, cantavano anni fa, ed è proprio così che, in questi ultimi giorni di caldo, mi ritorna nella mente il giro fatto in Giugno 2007. Sembra sia passato tantissimo tempo, ma i ricordi di quella settimana a zonzo per l’Italia sono più che mai precisi. Siamo i soliti otto o dieci amici che si telefonano per mettersi d’accordo un paio di mesi prima col capobranco Luca. Un itinerario di massima viene subito stilato: la fredonia e entriamo nell’entroterra. Il campo è visibile dall’alto grazie ai “cinesini”, ma quando si atterra non si capisce dove inizia la pista: vegetazione tutta gialla e all’apparenza rasata. Anche qui le gentilezze si sprecano: viene organizzata una grigliata ovina e caprina in un battibaleno. Ci spiegano che il campo è a circa 500 m. dall’ATZ di Amendola e si vola solo sabato e domenica. Ma la mattina noi dobbiamo partire ed è giovedì! Viene allora contattato telefonicamente l’ufficio traffico che ci dà una via di fuga tenendoci d’occhio: nessuno vuol creare problemi di nessun genere ed arriviamo così sul lago di Lesina. Fino a Termoli la spiaggia è deserta e nulla di più invitante di un volo BBQ (anche una B in più) appena fuori dal bagnasciuga. Il punto di arrivo è Valvibrata, campo entrato ormai nella tradizione di fine raid dove tutti, l’amico Remo in testa, ci accolgono come ospiti di riguardo. Ci sono venuti incontro anche Tiberio e Manuela col loro P92, non avendo potuto partecipare al raid causa ferie. Si faranno perdonare, l’indomani, con una grigliata sul loro campo a nord di Bologna, che raggiungiamo dopo un’abbeverata a San Marino. È qui che arriva il momento dei saluti, momento che non ci trova molto entusiasti. Che dire ora: il raid, come lo chiamiamo noi pilotastri della domenica, è sempre una bella esperienza, anche se non siamo potuti arrivare alla meta prefissata causa mancanza di tempo. Abbiamo visto bei posti, incontrato vecchi amici e conosciuto gente nuova, gentilissima. Abbiamo percorso circa 1900 chilometri cercando di stare il più possibile alle regole. Per quanto riguarda i mezzi, i più evoluti: un Dinamyc RG, 2 Storm di cui uno RG, un P92, un Sierra 2006 e uno Yuma che ha proseguito e, dopo due giorni di fermo per le condizioni meteo a Bucchi, è arrivato in Sicilia. I “normali” invece, zoccolo duro del raid, erano: il Savannah del nostro capo Luca, il P92 motorizzato Rotax 2 tempi (matr. N°4) di Marco, 3 autogiro Magni di Pino, Gianni e Armeno, e il mio Storch CL. Spero che i piloti “veri” non si arrabbino leggendo le nostre “razzolate”, ma il nostro volo è ancora abbastanza libero, anche se, visti i mezzi che abbiamo a disposizione, dovremmo sempre di più conoscere regole che, a volte, ci sfuggono.
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